Guide di conformità · 04/05/2026 · 6 min
Direttiva (UE) 2024/825: cosa cambia per i claim ambientali
Divieti, onere della prova, scadenze: la guida pratica alla direttiva «empowering consumers for the green transition».
Un testo che modifica le pratiche commerciali sleali
La Direttiva (UE) 2024/825 modifica le direttive 2005/29/CE e 2011/83/UE. Aggiunge alla lista nera delle pratiche sleali diversi comportamenti di marketing ambientale: claim generici non dimostrati, marchi di sostenibilità senza sistema di certificazione e affermazioni di neutralità fondate solo sulla compensazione.
I claim generici diventano vietati
Formule come «rispettoso dell'ambiente», «ecologico», «verde», «naturale» o «sostenibile» sono considerate generiche quando non sono accompagnate da una prestazione ambientale eccellente, riconosciuta e dimostrabile. La prova deve esistere al momento della pubblicazione, non dopo l'avvio di un'istruttoria.
Un calendario stretto: 27 settembre 2026
Gli Stati membri dovevano recepire il testo entro il 27 marzo 2026 e applicarlo dal 27 settembre 2026. In Italia l'autorità competente è l'AGCM, che agisce ai sensi degli artt. 20-23 del Codice del Consumo; lo IAP interviene in via autodisciplinare.
Come prepararsi concretamente
Inventariare tutti i claim presenti sui supporti digitali, qualificarli rispetto al testo, associare a ciascuno una prova datata, riformulare quelli non sostenibili e conservare la traccia versionata di ogni modifica. È esattamente ciò che fa il registro EmpCo.
FAQ
La direttiva si applica alle PMI?+
Sì. Riguarda ogni professionista che comunica a consumatori nell'UE, senza soglie di dimensione o fatturato.
Vale per un sito in inglese rivolto a clienti italiani?+
Sì, dal momento in cui la comunicazione si rivolge a consumatori situati nell'Unione europea.
Quali rischi in caso di istruttoria?+
Richiesta di prove, ordine di cessazione della pratica, sanzione amministrativa e pubblicazione della delibera.